LE DONNE BORTOLOMIOL

La nostra è una tradizione di famiglia, che si tramanda dal 1760, quando l’avo Bartolomeo iniziò a coltivare i suoi vigneti. Nell’immediato dopoguerra, la vista dei filari abbandonati portò nostro padre a maturare la consapevolezza di avere una missione: promuovere la rinascita dei vigneti e, soprattutto, la valorizzazione del Prosecco prodotto a Valdobbiadene, migliorandone la qualità e aumentando la sua conoscenza anche oltreconfine. Ci ha incoraggiato e motivato a divenire intraprendenti e curiose verso nuove esperienze.
Questa l’eredità lasciata da Giuliano alla moglie Ottavia e alle figlie Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana, che non solo hanno mantenuto quanto costruito dal padre ma hanno anche raccolto nuove sfide. Prima di tutto la sostenibilità ambientale, rappresentata dal protocollo volontario GreenMark Bortolomiol, adottato da tutti i suoi viticoltori. Quindi il progetto in collaborazione con l’Università di Siena, per il calcolo dell’anidride carbonica emessa su tutta la filiera, compensato oggi dall’acquisizione di un bosco di tre ettari nel monte Cesen.
Una sostenibilità rappresentata dalla creazione del vigneto biologico. In anticipo sulle richieste di mercato, le donne Bortolomiol hanno infatti scelto di dedicare il Parco della Filandetta all’agricoltura bio, progetto fortemente sostenuto e seguito da Giuliana.

Sostenibilità e responsabilità sociale vanno di pari passo. Un inizio in questo senso è stato il sostegno dato alle donne nel progetto di sviluppo dell’imprenditoria femminile in Benin e l’adesione al progetto Wine for Life, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Fino ad arrivare qui. La Filandetta, dove ci troviamo, inizialmente è stata pensata come luogo di produzione; in seguito, con il suo parco, è stata aperta al pubblico, diventando una vera e propria Art and Wine Farm. È qui che si sviluppa il progetto di Land Art, un progetto destinato a coinvolgere artiste internazionali, invitate ad intervenire proprio in questo spazio. Susken Rosenthal con la sua opera Cocoon è stata la prima. Offrendoci una visione che prende spunto proprio dal ruolo della donna nella filanda e dai filari delle colline di Valdobbiane, finalmente patrimonio UNESCO.

Le donne Bortolomiol quindi hanno intrapreso una nuova sfida, continuando la rivoluzione . In alcuni scritti di Giuliano la famiglia viene a conoscenza che uno dei suoi sogni era produrre un vino rosso nella terra di elezione dei grandi vini, la Toscana, dove amava trascorrere le vacanze insieme alla famiglia. Grazie alla consulenza di Roberto Cipresso, viene identificata una delle migliori aree di tutta la regione: Montalcino.
Nasce così un vino prodotto ai confini del Brunello, un Sangiovese che concentra sogni, passioni e speranze: “il segreto di Giuliano”.

La rivoluzione continua…