GREEN MARK

IL PROGETTO

La mission di Bortolomiol è quella di produrre vini di grande qualità. Ma per arrivare a questo bisogna iniziare da una cura attenta e responsabile del territorio e dei vigneti. L’applicazione delle più recenti tecniche colturali nelle varie fasi fenologiche, e la difesa integrata della vite sono quindi fondamentali per Bortolomiol per il raggiungimento dei propri obiettivi nel pieno rispetto dell’ambiente e nella completa tutela dei consumatori.

 

L’applicazione del Protocollo di Gestione Green Mark da parte di tutti i produttori conferenti le uve all’azienda, è diventato quindi lo strumento principale che guida la produzione Bortolomiol.

 

Precorrendo i tempi, fin dal 2011, è stato dunque applicato con grande serietà e responsabilità questo disciplinare interno che, attraverso una serie di indicazioni tecniche a cui i conferitori si devono attenere, mira al miglioramento qualitativo dei propri prodotti ed allo stesso tempo mira ad gestione dei vigneti che abbia il minimo impatto ambientale e sia sempre più ecosostenibile.

 

Salvaguardare la qualità delle uve, senza compromettere la tutela dell’ambiente e la salute dell’uomo, rientra in una tradizione di forte responsabilità sociale sul territorio che da sempre contraddistingue la famiglia Bortolomiol e la unisce ai propri viticoltori.

ASPETTI TECNICO AGRONOMICI DEGLI INTERVENTI

Gli interventi del protocollo GreenMark sono mirati nello specifico ad alcune operazioni ed in particolari fasi dell’anno.

POTATURA INVERNALE

Appena finite le vendemmie si procede all’estirpo delle viti morte per causa di malattie del legno. I residui delle viti vengono portati fuori dal vigneto e bruciati. La potatura non viene mai eseguita prima della filloptosi cercando di mantenere una carica media di gemme ettaro attorno alle 55.000 gemme. Le forme di allevamento adottate sono quella a spalliera con potatura ad archetto, nello specifico: il doppio capovolto o il sylvoz. I residui di potatura vengono macinati in loco al fine di recuperare sostanza organica e elementi nutritivi, ad eccezione dei vigneti dove non vi sia la possibilità di passare con macchine operatrici.

 

Sostituzione delle fallanze
Viene mantenuta la caratteristica storica di avere vigneti disetanei andando a sostituire le viti morte di anno in anno. Le nuove barbatelle devono possibilmente essere quelle ottenute dalla selezione massale delle viti vecchie in loco (con oltre 50 anni) al fine di mantenere alta la variabilità genetica del vigneto.

 

Concimazione autunnale – invernale
Per quanto riguarda la concimazione, gli elementi distribuiti sono solamente il potassio e il fosforo, secondo le necessità del terreno. Le cui dosi massime per ettaro non possono comunque superare i valori indicati dall’azienda. L’eventuale utilizzo di letame maturo nei modi e tempi viene stabilito a seconda delle esigenze dei vigneti, ed in ogni caso viene distribuito sulla fila a fine inverno. Nelle aree di collina il letame viene sostituito dallo stallatico, distribuito a primavera e a tutto campo.

 

Gestione della fila
In primavera e per tutta l’estate si procede con la gestione della fila mediante lo sfalcio del cotico erboso che viene lasciato in loco per favorire il reintegro della sostanza organica. Nel sottofila si procede quindi al diserbo, che viene effettuato o dopo la vendemmia o prima del 30 Marzo di ogni anno. In particolare l’area trattata non deve superare il 20% dell’intera superficie. Nei nuovi impianti alla fine della prima annata si procede al semina del cotico utilizzando delle essenze utili alla gestione della fila stessa e al raggiungimento dell’equilibrio vegeto-produttivo. Per quanto riguarda il primo anno il terreno viene lavorato su tutta la superficie. Nel caso di zone disagiate o con forte pendio, per evitare fenomeni di erosione, questa tecnica non viene adottata ma si procede con la semina del cotico subito dopo l’impianto delle barbatelle.

 

Concimazione primaverile
La concimazione azotata viene eseguita quando necessaria in primavera o in post fioritura. Le unità massime apportate in totale non devono superare le 50 unità/ha in collina e le 70/ha in pianura. Inoltre con i trattamenti fitosanitari vengono compensate le eventuali carenze nutrizionali di microelementi quali Boro, Magnesio, Ferro, Zinco ed eventualmente Potassio.

 

Gestione della chioma
Al germogliamento avanzato viene effettuata la spollonatura e successivamente, in pre-fioritura, a seconda dell’andamento stagionale, viene predisposta la prima legatura e palizzamento dei tralci mediante l’utilizzo di fili. In post fioritura viene effettuato un secondo passaggio di legatura posizionando i tralci verticalmente. La potatura verde viene eseguita tra fine giugno e i primi di luglio, con acini della dimensione massima di un granello di pepe.

 

Trattamenti fitosanitari
I trattamenti fitosanitari vengono eseguiti con criteri di lotta integrata adottando sia sostanze di sintesi che mezzi agronomici e biologici, seguendo con attenzione i cicli delle avversità e all’andamento meteo. La lotta integrata sfrutta nei limiti del possibile la lotta biologica e richiede il monitoraggio della dinamica dei fitofagi e dell’andamento delle infestazioni al fine di intervenire solo al superamento della soglia di intervento. L’uso dei prodotti fitosanitari è improntato sull’obiettivo di diminuire il quantitativo di prodotti chimici liberati nell’ambiente, riducendo al minimo il rischio di salute dei consumatori e l’impatto sugli organismi ausiliari (predatori, parassitoidi, pronubi, ecc…). La scelta dei principi attivi ricade necessariamente su prodotti a basso spettro d’azione o ad alta selettività, a bassa persistenza e a basso rischio di induzione di fenomeni di resistenza, a prescindere dalla loro natura. Le sostanze attive ammesse sono quelle secondo quanto stabilito dalla normativa regolamento CE n. 1107/2009 del parlamento europeo e del consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari. Gli interventi comunque rispettano quando stabilito dal regolamento di produzione integrata emanato dalla Regione Veneto dove solo elencati i principi attivi utilizzabili suddivisi per le avversità. La distribuzione dei prodotti fitosanitari si attiene scrupolosamente a quanto stabilito dalla direttiva 2009/128/CE del parlamento europeo e del consiglio del 21 ottobre 2009 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi.

PRODUZIONE

L’indicazione dell’azienda è di contenere le produzioni in 135 Q.li Ha nelle zone di collina, e di 180 Q.li Ha nelle zone di pianura. Eventuali eccessi di produzione palesi già in estate vengono quindi regolarizzati nella fase di invaiatura con il diradamento dei grappoli. Tutte le produzioni seguono in ogni caso quanto stabilito dai disciplinari di produzione della DOCG “Conegliano Valdobbiadene” e della “DOC Prosecco”.

 

Vendemmia

La data di vendemmia viene determinata con il supporto di una serie di campionamenti nelle fasi finali di maturazione. La vendemmia viene effettuata manualmente concordandone prima la tempistica ottimale. Subito dopo la raccolta, le uve vengono conferite il più tempestivamente possibile in azienda. La raccolta manuale permette di lasciare in campo i grappoli non perfettamente maturi o con qualche problema fitosanitario. I carri devono contenere una quantità di uva tale da ridurre al minimo la rottura degli acini sia durante il caricamento degli stessi che lungo il tragitto che porta alla cantina di vinificazione.

CONCLUSIONI

Questa serie di pratiche agronomiche di questo protocollo produttivo, che vengono riassunte brevemente nei loro rispettivi dettagli nella tabella a seguire, potranno subire ovviamente delle modifiche, qualora si acquisiscano delle conoscenze tecniche che portino ad ulteriori miglioramenti della gestione, mantenendo inalterato l’obiettivo ultimo dell’azienda, ovvero la qualità del prodotto finale. L’applicazione del protocollo di produzione da parte dei viticoltori sarà coordinato dal servizio di assistenza tecnica fornito dalla stessa azienda.