
METODO CHARMAT
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I vini Spumanti oggi sono principalmente prodotti attraverso il Metodo Martinotti-Charmat ovvero mediante la spumantizzazione in recipienti ermetici denominati Autoclavi. Il risultato derivante da questo metodo è quello di uno Spumante nel quale vengono esaltate le caratteristiche di fruttato, freschezza e aromaticità del vitigno di base. Il primo ad avere l'idea di far fermentare i vini spumanti piuttosto che nelle bottiglie in grandi recipienti e con procedimento celere, fu il Maumèné. Egli costruì un apparecchio detto « Afroforo » che consta di una baule entro cui faceva avvenire la fermentazione del vino, aspettando che il vino diventasse limpido da se, per poi spillarlo e imbottigliarlo. Questo primo tentativo non ebbe tuttavia successo industriale. Solo più tardi tale concezione fu ripresa dal Martinotti e con le opportune modifiche egli l'applicò nel campo industriale, ma senza incontrare accoglienza favorevole. |
Chi seppe far rendere gli studi e gli accorgimenti suggeriti dal Martinotti fu un francese, l'Ingegner Charmat, il quale l'attuò nel piano tecnico industriale. Il suo principale merito è di avere abbandonato le autoclavi di legno proposte dal Martinotti e adottato quelle di acciaio rivestite internamente da uno smalto vitreo inattaccabile dagli acidi del vino e dall'acido solforoso. Oggi questo metodo è denominato metodo Charmat - martinotti o anche "Metodo Italiano". Questa tecnica di spumantizzazione è stata negli anni sempre più affinata e resa specifica in funzione del vino utilizzato. Per quanto riguarda il Prosecco ottenuto nelle colline di Valdobbiadene la ricerca e l’esperienza nella elaborazione di questo Spumante ha permesso di esaltare sempre di più le peculiarità uniche di questo vino tanto che oggi possiamo definire come “ METODO VALDOBBIADENE” l’insieme di territorio- vino – spumante. |