Bortolomiol conclude la vendemmia con il Motus Vitae: qualità e passione si legano nel vino simbolo del fondatore

Nei giorni scorsi sono state vendemmiate le ultime uve, quelle provenienti dalle rive di San Pietro di Barbozza, un vigneto cru dove il terreno e l’esposizione rendono i vitigni vigorosi e ricchi di risorse.

Qui infatti, nelle cosiddette “Rive del bacio”, le uve baciate dal sole maturano con un’elevatissima qualità e varietà aromatica, grazie anche all’incontro delle correnti d’aria fredda provenienti dalla montagna sovrastante il vigneto, con quelle di aria calda risalenti dal letto del fiume Piave.

Le uve così speciali dei vigneti del Motus Vitae consentono di conferire a questa particolare cuvée le caratteristiche più intrinseche del Prosecco Superiore DOCG.

“La vendemmia del Motus Vitae di quest’anno è stata meravigliosa – ha dichiarato l’enologo Gianfranco Zanon –  l’uva è stata vendemmiata dopo una sapiente selezione e al momento della raccolta i grappoli si presentavano spargoli e dorati. Una volta giunte in cantina le uve, grazie all’elevata qualità presentata, hanno permesso di ricavare un mosto molto zuccherino, con un’equilibrata acidità”.

Il mosto è stato in seguito depositato in un serbatoio dedicato, dove avverrà la prima fermentazione a temperatura controllata per una durata di 12, 13 giorni.  Al termine di questo periodo il vino base ottenuto andrà, come di consueto, ad iniziare una lunga seconda fermentazione in autoclave che lo porterà ad essere imbottigliato nei primi mesi del 2017.

“Ma la soddisfazione per questo vigneto non riguarda solo l’altissima qualità e le sue caratteristiche tecniche – commenta Elvira Bortolomiol – quello che conta è anche il lavoro appassionato che sta dietro a questo vino, simbolo del fondatore Giuliano Bortolomiol, che fa emergere sempre di più tutto l’affetto che lega famiglia, azienda e viticoltori al nome di questo Prosecco Superiore”.